L'avevo detto e scritto: dopo Interismi (2002) e Altri interismi (2003), sarei tornato sull'argomento solo se avessimo vinto lo scudetto sul campo (l'altro, sia chiaro, è gradito: ma, per il patto col destino, non conta). Ora lo scudetto è arrivato. Il quindicesimo. Magnifico, in quanto lungamente atteso. E strameritato: l'ammettono perfino gli avversari, compresi gli juventini che capiscono di calcio (qualcuno ce n'è), felici di essere rimasti a distanza di sicurezza dallo schiacciasassi neroazzurro. I cugini rossoneri hanno voluto osare, e sappiamo com'è andata. Sono orgoglioso di Interismi e Altri interismi. Senza quei due libri, Tripli interismi! non l'avrei scritto. Mi sarebbe sembrato di saltare sul carro del vincitore (sport molto italiano). Invece quel carro ho dovuto spingerlo, in questi anni, insieme a voi. Adesso abbiamo il diritto di festeggiare. Se l'Inter è una forma di allenamento alla vita, siamo allenatissimi: salteremo di gioia senza stancarci. Cos'altro dire? Cinque anni dopo, il cerchio si chiude. Come si chiude questa trilogia neroazzurra: non ci sarà un altro Interismi. L'Inter è un amore difficile, non un prodotto in serie. Un abbraccio, dunque, e complimenti a tutti: ce l'abbiamo fatta. Speriamo che la nostra squadra, e il calcio tutto, usino la testa, e siano sempre all'altezza del nostro cuore. (Beppe Severgnini)
martedì 29 maggio 2007
Interismi
Dedicato ad un caro amico
Sviluppo (o inviluppo?)
Questo era il centro urbano di Brolo non più di un paio di anni fa.
L'immensa distesa di giardini, che un tempo non lontano circondava il Castello, la Nazionale, via Libertà, già era stata visibilmente intaccata ma ne resistevano ampie zone.
Adesso buona parte del verde che si vede nella foto non esiste più, inghiottito dalla speculazione edilizia, e sento parlare di revisioni del PRG per reperire ancora aree edificabili.
Siamo certi che il paese ha bisogno di queste aree o ne ha bisogno qualcuno in particolare?domenica 27 maggio 2007
Tiranni antichi e moderni
Spesso ci si chiede perché uomini di indubbio valore finiscono per circondarsi di personaggi di infimo ordine. Il fenomeno non è recente e la spiegazione altrettanto antica la dobbiamo a Senofonte.
Non meno dei privati il tiranno conosce i valenti, i sapienti, i giusti; ma invece di ammirarli li teme: i valorosi, perché potrebbero tentare qualche audace azione per amore della libertà; i sapienti, perché potrebbero ordire qualche macchinazione allo stesso scopo; i giusti, perché la moltitudine potrebbe desiderare di essere governata da questi. Quando, per paura, abbia tolto di mezzo siffatte persone, di chi altri potrebbe servirsi se non di individui iniqui, dissoluti e servili?
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Citazioni sciolte
Quando tutto ciò che è mediocre diventa eccellente, l'eccellenza diventa mediocrità (James Wee)
In ogni conflitto tra potere e pazienza punta sulla pazienza (W.B.Prescott)
Il naufragio peggiore è quello di chi non ha nemmeno lasciato il porto (Amir Klink)
La tua peggiore umiliazione è soltanto l'effimero spasso di qualcun altro (Karen Crockett)
La solitudine non è quando nessuno viene a farti visita, è quando tu non hai nessuno da visitare (anonimo)
Il nostro più temibile nemico è un ex amico, perché conosce le nostre debolezze (Fernando Guimaraes)
Eredità abusive
De Gasperi non si riconoscerebbe padre di nessuno di coloro che da destra e da sinistra si autoproclamano suoi figli e che invece sono i figli del partito che lo tradì.
Il giorno del suo funerale lassù, tra i monti, un italiano qualunque si staccò dalla piccola folla che faceva ala al feretro e, ai notabili del partito che ne tenevano i cordoni, gridò: "Giù le mani da quella bara! De Gasperi appartiene a noi italiani."
A distanza di quarantuno anni ci permettiamo di fare nostro quel grido.
(Pubblicato da Indro Montanelli sul Corriere della Sera del 23 Agosto 1995 e, ahimè, sempre più attuale)
Aiuto ... a colpo sicuro
Quello di accorrere in aiuto del vincitore e mettersi al suo servizio è stato, per secoli, lo sport preferito dal nostro popolo. E lo è ancora!(Roberto Gervaso)
lunedì 21 maggio 2007
Paura di morire
Non ho paura della morte, né del quando dovrò morire: mi inquieta molto di più il come.
Solidarietà costruttiva
Pochi ricordano questa bellissima massima di Confucio:
Se regali un pesce ad un affamato l’avrai sfamato per un giorno; se gli insegni a pescare l’avrai sfamato per tutta la vita
sabato 12 maggio 2007
Cavalli e ... asini
Tra le tante stravaganze attribuite al folle imperatore Caligola, si riporta anche l'aver fatto nominare senatore il suo cavallo Incitato: nulla, a confronto di ciò che avviene in questo cupo crepuscolo della civiltà. Infatti il nobile animale si limitava a partecipare passivamente alle sedute del Senato, senza alcuna pretesa di prendere la parola e, men che meno, di occuparsi della pubblica istruzione!
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