venerdì 27 luglio 2007

Perdite di tempo

E' INCREDIBILE LA QUANTITA' DI TEMPO
CHE SI PERDE PER COLPA DI COLORO CHE SI LANCIANO IN UNA IMPRESA SENZA
LA NECESSARIA PIANIFICAZIONE PERCHE' LA RITENGONO UNA PERDITA DI TEMPO

lunedì 23 luglio 2007

Politica e zootecnia


Così Severgnini sul Corriere di oggi.

Ma siamo sicuri che Calderoli sia l’unico parlamentare a dover seguire, per il bene suo e della patria, questo sano consiglio? Temo, invece, che sia in buona compagnia!


Pane al pane e vino al vino


venerdì 20 luglio 2007

Il metodo per riconoscere le persone geniali

(Dal Corriere della Sera di lunedì 16, di F. Alberoni)

Gli scienziati, gli artisti, i leader veramente grandi, di fronte a una situazione complessa, hanno la capacità di intuire subito l’essenza del problema, il punto chiave in cui si deve agire. Gli altri invece si perdono in mille particolari privi di importanza. Prendete il caso di Marconi. Si sapeva che una bobina percorsa da corrente emette onde hertziane. Lui ne ha aggiunta un’altra che le riceve, vi ha applicato una membrana telefonica ed ha creato la radio. Elementare. Come è stata elementare la vittoria di Napoleone giovanissimo a Tolone: piazzati i cannoni nell’unico punto che bloccava il porto, le navi inglesi hanno dovuto scappare.
Le persone geniali di solito assomigliano ai felini: sembrano distratte, in realtà osservano tutto, ascoltano tutto poi, con un balzo, afferrano l’idea chiave che serve loro. Fleming ha visto che nei terreni di cultura coperti di muffa morivano tutti i microbi ed ha capito che le muffe contenevano qualcosa che li uccideva: la penicillina. Vi sono invece persone che non guardano, non vedono, non ascoltano ciò che succede attorno a loro e se lo fanno non capiscono cosa è importante e cosa non conta nulla.
Molti economisti, nel dopoguerra, erano convinti che lo sviluppo economico dovesse avvenire come in Urss, prima l’agricoltura, poi la siderurgia e solo da ultimo i beni di consumo come l’abbigliamento e la televisione. E così frenavano proprio quei settori che, sotto i loro occhi, stavano realizzando il miracolo economico italiano. Ma sarà capitato a tutti voi di avere un capufficio, un dirigente, un socio d’affari totalmente privo di fantasia, che si perde nei particolari e non vede le opportunità che gli passano sotto il naso. E se voi gliele mostrate si intestardisce, non vi ascolta e si lascia regolarmente scappare l’affare.
Quando dovete giudicare una persona di cui vi hanno detto che ha molto talento, quando dovete scegliere un alto dirigente, quando dovete nominare un capo vi consiglio un metodo. Fatelo partecipare alle vostre attività concrete, lasciatelo ascoltare liberamente, fate che conosca le scelte che dovete compiere. Poi, improvvisamente, ditegli: «Hai due minuti di tempo? Dimmi se devo fare questo o quello, se devo dire di sì o di no». Se sbaglia, o vi fa lunghi discorsi fumosi, o prende tempo, lasciatelo perdere. Se identifica il punto essenziale, sottoponetelo ancora due o tre volte ad altre prove inattese di questo genere. E, se le supera, scegliete lui.

Aggiungo a titolo personale che le persone geniali sono sempre pronte a separare le variabili di un problema.
Al contrario dei mediocri, che di fronte ad un caso complesso spesso si impantanano in un circolo vizioso di tentate soluzioni parziali e non esaustive, le persone geniali applicano quasi istintivamente questa sorta di "divide et impera" algebrico anche alla vita quotidiana.
E con una ordinata successione di passaggi che spezzettano il problema complesso in tanti singoli problemi semplici risolvono anche ciò che alla maggioranza dei loro simili appare come un rompicapo impenetrabile.

domenica 15 luglio 2007

I Contrari

Vi propongo una simpatica riflessione su alcuni termini del nostro vocabolario o meglio sui rispettivi contrari...

Il contrario di Melodia?
Selotenga.

Il contrario di Succursale?
Giù cor pepe.

Il contrario di Sali e Tabacchi?
Scendi e te diverti.

Il contrario di Trascendentale?
Risalentizio.

Il contrario di Primavera?
Ultimafalsa.

Il contrario di Accumulatori?
Sparpagliavacche.

Il contrario di Otorinolaringoiatra?
Opalermolarisputata.

Il contrario di Fuorilegge?
Dentroscrive.

Ed infine:

Il contrario di Accentrato?
Starski e' uscito.

giovedì 12 luglio 2007

VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

VA' DOVE TI PORTA IL CUORE
MA RICORDA CHE IL CUORE
SEGUE STRADE TORTUOSE
E NELLE CURVE E' MEGLIO
USARE IL CERVELLO.

domenica 8 luglio 2007

Grazie, Roger!


Roger Federer ha vinto per la quinta volta consecutiva il torneo di Wimbleton. Eguaglia il record di Borg, si conferma migliore tennista in attività ed uno dei più grandi campioni di tutti i tempi ma, soprattutto, ha il merito di aver evitato, battendo Nadal, la profanazione del tempio del tennis mondiale.
Rafael Nadal quanto a risultati è sicuramente un campione di grande classe ma, come molti suoi colleghi, gioca un tennis decisamente brutto e noioso, basato tutto su una grande prestanza fisica, sulla potenza dei colpi e sulla velocità dello scatto, che gli permette recuperi impossibili.
Con queste qualità si è issato al secondo posto della classifica mondiale e con un po' di fortuna anche quest'anno è approdato alla finale di Wimbleton, ove ci è voluto un grandissimo Federer per piegarne l'ostinata resistenza al quinto set. Se lo svizzero non ci fosse riuscito, la vittoria di uno come Nadal, che va a rete e fa una volèe solo se gli puntano una pistola alla schiena, agli occhi di chi ama questo splendido sport per l'eleganza dei movimenti e la sapienza tattica dei veri campioni, avrebbe assunto i contorni di un'autentica profanazione. Per fortuna ciò non è avvenuto e possiamo invitare Nadal, dopo l'illusione di poter toccare il cielo, a tornare sulla terra, il solo campo che gli si addice.

La casta ha vinto

Riporto testualmente dall’articolo di Beppe Severgnini “Applausi alla Casta : la nostra apatia le ha dato la vittoria.”

La Casta ha vinto, e merita un applauso. Tutti in piedi, signori!Abbiamo di fronte dei fuoriclasse. Hanno reso la politica così nauseante da uccidere il (poco) senso civico che ancora alloggiava nella coscienza degli italiani. A suo modo, è un capolavoro. Certo: trovar rifugio in una fazione, e insultare l’altra fazione, ci piace ancora. Ma questo, con la democrazia, non c’entra.
La prova è la difficoltà imbarazzante nel raccogliere 500.000 firme per il referendum elettorale. E’ vero che i media di governo e d’opposizione ne parlano poco: esistono però i giornali indipendenti, le radio, internet, il cellulare, le piazze, il passaparola. Ma la parola non passa, perché siamo apatici, disinteressati, sfiduciati. Per usare un termine tecnico: non ce ne frega niente. Trovare un buon posto per le vacanze: questo sì è un obiettivo che scalda i cuori.
Non importa che il referendum sia l’UNICO mezzo a disposizione per cancellare una legge elettorale vergognosa, che costringe all’eterno pareggio; per abolire le attuali coalizioni, dove ogni partitello ha potere di ricatto; per impedire che i candidati vengano nominati dai partiti (spesso tra adulatori, camerieri e cortigiane). Qual è il problema? Che per agire, bisogna indignarsi. E per indignarsi, occorre capire. E per capire, è necessario un minimo di attenzione. Solo così si trovano le energie per uscire di casa e firmare.
L’accidia democratica non è solo italiana. Tutte le grandi democrazie soffrono della sindrome della pancia piena. La differenza è che la classe politica, altrove, è meno famelica, meno incosciente, meno spudorata. La Casta in Italia può fare, disfare, abusare, spendere, ridere e deriderci (in periferia come al centro); in Germania, in Francia o negli USA deve stare più attenta. Ma può fare ciò che vuole in quasi tutto l’Occidente.
Lo prova un bel libro di Kamran Nazeer, “Send in the idiots” (in Italia, “La scuola degli idioti”, Rizzoli). L’autore spiega cos’è accaduto con l’Atto per la libertà di informazione che, dall’inizio del 2005, consente a qualsiasi cittadino del Regno Unito di richiedere qualunque informazione a qualunque pubblica autorità: enti governativi locali e centrali, scuole, unità sanitarie, forze di polizia e molti archivi (noi ce la sogniamo, una norma del genere!). La maggior parte delle richieste è gratis, e tutte si possono fare per email.
I civilissimi britannici si sono buttati a chiedere informazioni su costi, spese, sprechi? Manco per sogno. Solo il 20% è al corrente della possibilità, e solo il 6% ha usufruito del servizio. Altre nazioni hanno da tempo il diritto di libero accesso alle informazioni: le loro esperienze sono simili. Solo il 5% dei cittadini australiani ha fatto una domanda. Il 62% delle pubbliche autorità in Canada non ha mai ricevuto una richiesta. In sostanza: esiste un’opportunità percambiare, ma i cittadini non sono interessati.
Riassunto, amaro: la gente è contenta che a occuparsi della politica sia una classe di professionisti. Questi, che non sono stupidi, ne approfittano. Anche negli Usa è successo, e le ultime campagne elettorali lo dimostrano. “La gente - scrive Nazeer - vuole eleggere qualcuno che condivida i suoi punti di vista, che trovi una soluzione alle sue paure. Non vuole addentrarsi nel dibattito”. Non vuole sentirsi dire che una situazione è complicata: il solo pensiero irrita e affatica.