(Dal Corriere della Sera di lunedì 16, di F. Alberoni)
Gli scienziati, gli artisti, i leader veramente grandi, di fronte a una situazione complessa, hanno la capacità di intuire subito l’essenza del problema, il punto chiave in cui si deve agire. Gli altri invece si perdono in mille particolari privi di importanza. Prendete il caso di Marconi. Si sapeva che una bobina percorsa da corrente emette onde hertziane. Lui ne ha aggiunta un’altra che le riceve, vi ha applicato una membrana telefonica ed ha creato la radio. Elementare. Come è stata elementare la vittoria di Napoleone giovanissimo a Tolone: piazzati i cannoni nell’unico punto che bloccava il porto, le navi inglesi hanno dovuto scappare.
Le persone geniali di solito assomigliano ai felini: sembrano distratte, in realtà osservano tutto, ascoltano tutto poi, con un balzo, afferrano l’idea chiave che serve loro. Fleming ha visto che nei terreni di cultura coperti di muffa morivano tutti i microbi ed ha capito che le muffe contenevano qualcosa che li uccideva: la penicillina. Vi sono invece persone che non guardano, non vedono, non ascoltano ciò che succede attorno a loro e se lo fanno non capiscono cosa è importante e cosa non conta nulla.
Molti economisti, nel dopoguerra, erano convinti che lo sviluppo economico dovesse avvenire come in Urss, prima l’agricoltura, poi la siderurgia e solo da ultimo i beni di consumo come l’abbigliamento e la televisione. E così frenavano proprio quei settori che, sotto i loro occhi, stavano realizzando il miracolo economico italiano. Ma sarà capitato a tutti voi di avere un capufficio, un dirigente, un socio d’affari totalmente privo di fantasia, che si perde nei particolari e non vede le opportunità che gli passano sotto il naso. E se voi gliele mostrate si intestardisce, non vi ascolta e si lascia regolarmente scappare l’affare.
Quando dovete giudicare una persona di cui vi hanno detto che ha molto talento, quando dovete scegliere un alto dirigente, quando dovete nominare un capo vi consiglio un metodo. Fatelo partecipare alle vostre attività concrete, lasciatelo ascoltare liberamente, fate che conosca le scelte che dovete compiere. Poi, improvvisamente, ditegli: «Hai due minuti di tempo? Dimmi se devo fare questo o quello, se devo dire di sì o di no». Se sbaglia, o vi fa lunghi discorsi fumosi, o prende tempo, lasciatelo perdere. Se identifica il punto essenziale, sottoponetelo ancora due o tre volte ad altre prove inattese di questo genere. E, se le supera, scegliete lui.
Aggiungo a titolo personale che le persone geniali sono sempre pronte a separare le variabili di un problema.
Al contrario dei mediocri, che di fronte ad un caso complesso spesso si impantanano in un circolo vizioso di tentate soluzioni parziali e non esaustive, le persone geniali applicano quasi istintivamente questa sorta di "divide et impera" algebrico anche alla vita quotidiana.
E con una ordinata successione di passaggi che spezzettano il problema complesso in tanti singoli problemi semplici risolvono anche ciò che alla maggioranza dei loro simili appare come un rompicapo impenetrabile.