
martedì 20 maggio 2008
giovedì 1 maggio 2008
GIURISPRUDENZA E INGEGNERIA
"Trionfa, nei palazzi, la laurea in legge, passepartout universitario di scarso valore sostanziale, di minimo credito culturale, ma d'immensa utilità nell'arrampicata ai posti pubblici. I detentori di questo sapere - siano essi funzionari o magistrati o avvocati, e comunque massicciamente rappresentati in Parlamento - si volgono con degnazione verso i miseri mortali che ne sono sprovvisti.
Quando la poltrona di Guardasigilli fu occupata da un esponente della Lega, Roberto Castelli, su di lui si riversarono fiumi di sarcasmo. Questo non tanto perché il Castelli avesse - e in effetti l'aveva - un piglio sgradevole, ma per il suo titolo di studio. E' ingegnere. Ilarità, allora. Come poteva mai un semplice, rozzo ingegnere capire e carpire le sublimi sottigliezze del giure? Dagli al Castelli, bersaglio facile. Finché su "la Repubblica" fu pubblicata la lettera d'un lettore di sicuro simpatizzante per il centrosinistra, e ingegnere pure lui, che faceva questo semplice ragionamento. Se a me viene sottoposto un problema giuridico o giudiziario mi trovo magari in difficoltà, ma con il buon senso, e consultando qualche testo, interpellando qualche esperto, posso cavarmela. Ma se a un altezzoso costituzionalista o proceduralista o magistrato o avvocato è sottoposto uno dei problemi che io risolvo, non sa nemmeno da che parte cominciare. L'impertinente osservazione dell'ingegnere-lettore risultava molto efficace nel demolire la sacralità da cui nella cosiddetta patria del diritto vengono avvolte le elucubrazioni di maestri del cavillo."
Quando la poltrona di Guardasigilli fu occupata da un esponente della Lega, Roberto Castelli, su di lui si riversarono fiumi di sarcasmo. Questo non tanto perché il Castelli avesse - e in effetti l'aveva - un piglio sgradevole, ma per il suo titolo di studio. E' ingegnere. Ilarità, allora. Come poteva mai un semplice, rozzo ingegnere capire e carpire le sublimi sottigliezze del giure? Dagli al Castelli, bersaglio facile. Finché su "la Repubblica" fu pubblicata la lettera d'un lettore di sicuro simpatizzante per il centrosinistra, e ingegnere pure lui, che faceva questo semplice ragionamento. Se a me viene sottoposto un problema giuridico o giudiziario mi trovo magari in difficoltà, ma con il buon senso, e consultando qualche testo, interpellando qualche esperto, posso cavarmela. Ma se a un altezzoso costituzionalista o proceduralista o magistrato o avvocato è sottoposto uno dei problemi che io risolvo, non sa nemmeno da che parte cominciare. L'impertinente osservazione dell'ingegnere-lettore risultava molto efficace nel demolire la sacralità da cui nella cosiddetta patria del diritto vengono avvolte le elucubrazioni di maestri del cavillo."
(Cervi, Porro - "Sprecopoli" - Ed. Mondadori)
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