giovedì 20 dicembre 2007

Leggere

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma"
(Cesare Pavese - Il mestiere di vivere)

mercoledì 12 dicembre 2007

BLOCCO DEI TIR

"Non dubito delle buone ragioni degli autotrasportato- ri" scrive sul Corriere di oggi Beppe Severgnini. "Si tratta di un lavoro duro e necessario, con cui non si diventa ricchi. Chi lo svolge deve trovare anche nell'orgoglio di categoria la forza per reggere la solitudine, le lunghe ore, la fatica. Dubito però che queste buone ragioni siano sufficienti per bloccare un Paese sotto Natale. In questo modo, gli autotrasportatori non si limitano a ritirare qualcosa che gli appartiene - principio alla base del diritto di sciopero - ma dispongono di qualcosa che è di tutti. La libertà di circolazione, per esempio.
Non solo. Questo tipo di protesta - incoraggiata dalla mollezza del governo - sta prendendo piede. I taxisti hanno bloccato Roma, gli addetti al trasporto pubblico hanno messo a piedi l'Italia, i metronotte hanno marciato sul Parlamento (!), eccetera. Solo una domanda, tranquilla: qual è il confine? Se è solo una questione di forza, stiano attenti i sindacati. Oggi l'83% degli utenti di Corriere.it - di certo, non un covo d'estremisti o d'intolleranti - hanno votato "sì" alla domanda «E' giusto intervenire con decisione per rimuovere i blocchi stradali dei Tir?». L'irrilevanza dei sindacati - ormai un dato di fatto in mezzo mondo - passa anche di qui. Nel non capire dove sta il confine."

venerdì 7 dicembre 2007

PENA DI MORTE PER OMOSESSUALITA' IN IRAN

Makwan Moloudzadeh, curdo iraniano di 21 anni condannato a morte il 7 luglio scorso per il presunto stupro di un 13enne - avvenuto nel 1999, quando anche Moloudzadeh aveva 13 anni - è stato giustiziato nella prigione di Kermanshah, nell’ovest dell’Iran. Quella di Moloudzadeh, sottolinea Amnesty International, è stata la sesta esecuzione di un minorenne al momento del reato dall’inizio dell’anno in Iran.
Moloudzadeh era stato arrestato il primo ottobre 2006 a Paveh, nella provincia di Kermanshah. Dopo essere stato sottoposto a numerosi interrogatori, durante i quali aveva subito maltrattamenti, la Corte penale di Kermanshah lo ha processato e condannato a morte per «atti omosessuali».
«L’uso della pena di morte in Iran ha raggiunto livelli aberranti: tra le persone già messe a morte o a rischio di esecuzione quest’anno vi sono omosessuali, adulteri, prigionieri di coscienza, giornalisti. L’Iran è il paese che dal 1990 ha assassinato il maggior numero di minorenni all’epoca del reato, 28 in totale, in violazione del diritto internazionale che impedisce queste esecuzioni» dichiara Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty.
E un forte grido di denuncia arriva anche dal ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. «Apprendo con dolore e indignazione dell'esecuzione, in carcere, di Makwan Moloudzadeh, colpevole di aver amato e avuto rapporti sessuali con un ragazzo». Per il ministro si tratta di un «dramma assurdo che attiene al grande tema dei diritti umani verso i quali non sono permesse distrazioni e relativismi».

lunedì 3 dicembre 2007

Il ROMPIPALLONE

"Dopo aver sciolto Forza Italia, Berlusconi ieri ha sciolto il Milan. Da oggi, per recuperare punti in classifica, la compagine rossonera si chiamerà Inter."

(Gene Gnocchi su La Gazzetta dello Sport del 3 dicembre 2007)