
Roger Federer ha vinto per la quinta volta consecutiva il torneo di Wimbleton. Eguaglia il record di Borg, si conferma migliore tennista in attività ed uno dei più grandi campioni di tutti i tempi ma, soprattutto, ha il merito di aver evitato, battendo Nadal, la profanazione del tempio del tennis mondiale.
Rafael Nadal quanto a risultati è sicuramente un campione di grande classe ma, come molti suoi colleghi, gioca un tennis decisamente brutto e noioso, basato tutto su una grande prestanza fisica, sulla potenza dei colpi e sulla velocità dello scatto, che gli permette recuperi impossibili.
Con queste qualità si è issato al secondo posto della classifica mondiale e con un po' di fortuna anche quest'anno è approdato alla finale di Wimbleton, ove ci è voluto un grandissimo Federer per piegarne l'ostinata resistenza al quinto set. Se lo svizzero non ci fosse riuscito, la vittoria di uno come Nadal, che va a rete e fa una volèe solo se gli puntano una pistola alla schiena, agli occhi di chi ama questo splendido sport per l'eleganza dei movimenti e la sapienza tattica dei veri campioni, avrebbe assunto i contorni di un'autentica profanazione. Per fortuna ciò non è avvenuto e possiamo invitare Nadal, dopo l'illusione di poter toccare il cielo, a tornare sulla terra, il solo campo che gli si addice.
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