"Il sessantotto, pur avendo giocato un ruolo positivo nella rimozione di alcuni miti e pregiudizi culturali, ha anche avuto un profondo effetto negativo: ha oscurato la meritocrazia, anzi, le ha dichiarato guerra. L'ideologia egualitaria ha finito per cancellare lo strumento principale a disposizione dei meno abbienti per emergere: in questo il sessantotto ha gettato le basi per un sistema radicalmente di destra. Bandito il criterio del merito, i figli di notai, ingegneri, medici, avvocati e professori universitari sono diventati a loro volta notai, ingegneri, medici, avvocati e professori universitari. Più di quanto non accadesse prima del 1967! In Francia, un paese non certo di sinistra e baluardo (almeno fino a oggi) dell'antiamericanismo europeo, la meritocrazia nelle Grand écoles è rigidissima, e infatti tutto si può dire della Francia, tranne che non produca un'eccellente classe dirigente, andandola a scovare tra i meritevoli, indipendentemente dal censo."
Da A.Alesina, F.Giavazzi, "Il liberismo è di sinistra", Ed. Il Saggiatore
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